Nina Sayers è una ballerina tecnicamente impeccabile in una prestigiosa compagnia di New York, che vive sotto il controllo soffocante della madre, ex ballerina. Quando il direttore artistico Thomas Leroy la sceglie per il ruolo principale in una audace nuova produzione di Swan Lake, deve incarnare sia l'innocente Cigno Bianco sia il seducente Cigno Nero. La pressione di questo doppio ruolo inizia a minare la sua sanità mentale, confondendo il confine tra realtà e allucinazione.
Darren Aronofsky dirige questo thriller psicologico con la sua caratteristica intensità viscerale, trasformando il mondo spietato del balletto professionistico in un incubo di ossessione e trasformazione corporea. La performance trasformativa di Natalie Portman le è valsa l'Academy Award come Miglior Attrice, supportata da Mila Kunis nel ruolo dell'effimera rivale Lily, Vincent Cassel nel ruolo del manipolatore Thomas e Barbara Hershey nel ruolo della soffocante madre di Nina. Girato con un modesto budget di 13 milioni di dollari, il film ha incassato oltre 329 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando un successo commerciale a sorpresa e un punto di riferimento culturale. La sua cruda rappresentazione del sacrificio artistico e del crollo mentale rimane un punto di forza nella filmografia di Aronofsky, con paragoni a Repulsion di Polanski e all'horror corporeo di Cronenberg.
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PlotSenza Spoiler
Nina Sayers (Natalie Portman) è una giovane ballerina in una compagnia di New York, che vive con la madre oppressiva Erica (Barbara Hershey), un'ex ballerina che ha rinunciato alla sua carriera per crescerla. Il mondo di Nina è piccolo e controllato: la sua camera da letto rosa è piena di peluche, e sua madre la veste ancora e controlla ogni suo movimento. Si allena ossessivamente, spingendo spesso il suo corpo fino al punto del dolore, e mantiene un fragile disturbo alimentare per rimanere magra.
Quando il direttore artistico Thomas Leroy (Vincent Cassel) annuncia una nuova produzione di Swan Lake, decide di sostituire la sua prima ballerina ormai anziana Beth MacIntyre (Winona Ryder) con un'unica ballerina in grado di interpretare sia il Cigno Bianco (Odette) sia il Cigno Nero (Odile). Thomas vede la perfezione tecnica e l'innocenza di Nina come ideali per il Cigno Bianco, ma dubita che possa accedere alla oscura sensualità richiesta dal Cigno Nero. Quando la new entry Lily (Mila Kunis) si unisce alla compagnia, incarna tutto ciò che manca a Nina: spontaneità, sicurezza di sé e sessualità cruda. Thomas è immediatamente attratto da lei, e Nina sente la sua occasione scivolare via.
Dopo un teso confronto, Nina ottiene il ruolo, ma la pressione si intensifica solo. Thomas la spinge senza sosta, esigendo che lasci andare le sue inibizioni. Nel frattempo, la possessività della madre diventa sempre più soffocante, e Nina inizia a sperimentare strani sintomi fisici: graffi misteriosi sulla schiena, pelle che si sfalda e momenti di dissociazione. Diventa sempre più paranoica che Lily stia complottando per rubarle il ruolo, e la loro amicizia assume una sfumatura contorta ed erotica che alimenta la confusione di Nina.
Con l'avvicinarsi della prima, le allucinazioni di Nina diventano più vivide e disturbanti. Vede il suo riflesso muoversi indipendentemente, immagina piume spuntare dalla sua pelle e perde la cognizione del tempo. La sua rivalità con Lily si intensifica, culminando in una notte in discoteca dove Nina sperimenta droghe e sesso, per poi svegliarsi tardi per le prove, incerta su cosa sia realmente accaduto. Il confine tra realtà e psicosi si sfuma ulteriormente mentre il corpo di Nina inizia a tradirla, e lei si convince che Lily non sia solo la sua rivale ma una minaccia alla sua stessa esistenza.
Il film segue la discesa di Nina mentre si spinge al limite, sia fisicamente che mentalmente, nella ricerca della perfezione artistica. La storia culmina nella performance della prima, dove Nina deve finalmente incarnare entrambi i cigni, ma il prezzo di quella trasformazione è molto più alto di quanto avesse mai immaginato.
I critici hanno elogiato la regia viscerale e spietata di Aronofsky e la performance trasformativa e premiata con l'Oscar di Portman, notando al contempo il debito del film con Repulsion di Roman Polanski e la sua fusione di thriller psicologico con horror corporeo. Il consenso ha riconosciuto il film come una esplorazione sbalorditiva e disturbante dell'ossessione e del sacrificio artistico, sebbene alcuni abbiano trovato il suo melodramma eccessivo.
Brian Oliver, Mike Medavoy, Arnold Messer, Scott Franklin
Premi
Academy Awards (2011)
Miglior Attrice: Won
Academy Awards (2011)
Miglior Film: Nominated
Academy Awards (2011)
Miglior regista: Nominated
Academy Awards (2011)
Miglior fotografia: Nominated
Academy Awards (2011)
Miglior Montaggio: Nominated
Golden Globe Awards (2011)
Migliore Attrice – Film Drammatico: Won
Golden Globe Awards (2011)
Miglior film drammatico: Nominated
Golden Globe Awards (2011)
Miglior regista: Nominated
Golden Globe Awards (2011)
Miglior attrice non protagonista: Nominated
Screen Actors Guild Awards (2011)
Performance eccezionale di un'attrice protagonista: Won
Screen Actors Guild Awards (2011)
Miglior interpretazione femminile non protagonista: Nominated
BAFTA Awards (2011)
Miglior Attrice: Won
BAFTA Awards (2011)
Miglior film: Nominated
BAFTA Awards (2011)
Miglior regista: Nominated
BAFTA Awards (2011)
Miglior attrice non protagonista: Nominated
BAFTA Awards (2011)
Miglior fotografia: Nominated
BAFTA Awards (2011)
Miglior montaggio: Nominated
BAFTA Awards (2011)
Miglior trucco e acconciatura: Nominated
BAFTA Awards (2011)
Miglior sonoro: Nominated
Venice Film Festival (2010)
Premio Marcello Mastroianni per la migliore giovane attrice: Won
Venice Film Festival (2010)
Leone d'Oro: Nominated
Parole chiave
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