“Rami Malek offre una performance di straordinario carisma e vulnerabilità, ma il film che lo circonda è un biopic frustrantemente convenzionale e annacquato.”
Peter Bradshaw
The Guardian

Nel 1970, un giovane facchino di nome Farrokh Bulsara entrò in un pub londinese e cambiò la storia della musica. Si unì alla band Smile, la ribattezzò Queen e divenne Freddie Mercury. Nei due decenni successivi, i Queen avrebbero venduto centinaia di milioni di dischi e creato alcuni degli inni più duraturi del rock. Ma la strada verso l'immortalità fu lastricata di attriti creativi, turbolenze personali e una lotta per l'identità che quasi distrusse la band.
Bohemian Rhapsody è un tributo cinematografico alla musica dei Queen e alla presenza elettrizzante di Mercury, ancorato alla performance vincitrice dell'Oscar di Rami Malek. Il film cattura gli esperimenti sonori della band — dalle suite operistiche ai ritmi da stadio — mentre traccia le lotte private di Mercury con la sua sessualità e una diagnosi devastante. I critici erano divisi sulla sua narrazione edulcorata, ma il pubblico lo ha reso il biopic musicale di maggior incasso di sempre, dimostrando che l'eredità dei Queen può ancora riempire una sala.
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Il film si apre nel 1970 all'aeroporto di Heathrow, dove Farrokh Bulsara lavora come addetto ai bagagli. Assiste all'esibizione della band Smile in un locale e, dopo le dimissioni del loro cantante, si avvicina al chitarrista Brian May e al batterista Roger Taylor. Impressionati dalla sua estensione vocale di quattro ottave e dalla sua sicurezza esuberante, lo fanno fare un'audizione. Farrokh ribattezza la band Queen e adotta lo pseudonimo di Freddie Mercury. Poco dopo, reclutano il bassista John Deacon, completando la formazione classica.
I primi anni dei Queen sono una lotta. Il loro album di debutto fallisce e i dirigenti discografici liquidano il loro stile teatrale. Ma la band si rifiuta di conformarsi. Sperimentano armonie stratificate, arrangiamenti operistici e riff hard rock. La loro svolta arriva con l'album A Night at the Opera, che include il singolo di sei minuti Bohemian Rhapsody. Il dirigente discografico Ray Foster lo definisce ingiocabile alla radio, ma i Queen insistono. La canzone diventa un fenomeno globale e l'esibizione della band nel 1975 all'Hammersmith Odeon consolida il loro status di divinità del rock.
Con la fama cresce anche la tensione. Freddie inizia una relazione con Mary Austin, una donna devota che diventa la sua confidente e musa. Ma inizia anche a esplorare la sua attrazione per gli uomini, il che porta a una relazione segreta con Paul Prenter, un manipolatore manager personale. Mary percepisce la distanza e affronta Freddie, che le fa coming out come bisessuale. Con il cuore spezzato, lei se ne va, ma rimangono amici intimi.
Gli anni '80 portano l'eccesso. I Queen pubblicano un successo dopo l'altro — Another One Bites the Dust, We Will Rock You, Radio Ga Ga — ma lo stile di vita di Freddie va fuori controllo. Si trasferisce a Monaco, si dedica a droghe e orge gay e firma un contratto da solista con la CBS Records, abbandonando di fatto la band. Paul Prenter lo isola da Brian, Roger e John, alimentando il suo ego e nascondendo messaggi importanti. La band fatica a registrare senza di lui e i loro rapporti si deteriorano.
Nel frattempo, la salute di Freddie peggiora. Scopre di essere risultato positivo all'HIV. La diagnosi lo costringe a confrontarsi con le sue scelte. Licenzia Paul Prenter, torna a Londra e si rivolge ai suoi compagni di band. Si scusa per il suo comportamento e chiede loro di riunirsi per un'ultima esibizione: il concerto del Live Aid del 1985 allo stadio di Wembley. La band accetta, ma ha solo un giorno per provare. Il film culmina in questo momento, preparando il terreno per un ritorno leggendario.
Final Trailer
Official Trailer
Consenso Critico
Un film profondamente divisivo: i critici hanno stroncato il suo approccio edulcorato e formulistico alla vita di Freddie Mercury e le inesattezze storiche, ma il pubblico ha abbracciato la performance trasformativa di Rami Malek e la ricreazione elettrizzante del Live Aid, rendendolo un enorme successo commerciale.
“Rami Malek offre una performance di straordinario carisma e vulnerabilità, ma il film che lo circonda è un biopic frustrantemente convenzionale e annacquato.”
Peter Bradshaw
The Guardian
“È un film che vuole avere tutto: celebrare il glorioso caos della band mentre nasconde le verità più scomode della vita del suo cantante.”
Owen Gleiberman
Variety
“La performance di Rami Malek è la forza galvanizzante che solleva quasi da sola Bohemian Rhapsody al di sopra delle solite trappole del biopic.”
David Rooney
The Hollywood Reporter
“È un film che sembra meno un'immersione profonda in un artista complesso e più un "greatest hits", completo con quel tipo di agiografia che ti fa mettere in discussione gli angoli più oscuri della storia.”
Brian Tallerico
RogerEbert.com
“Un biopic nauseabondo, disonesto e frustrantemente convenzionale che riduce la vita di Freddie Mercury a una serie di punti elenco di Wikipedia.”
David Ehrlich
IndieWire
Director
Bryan Singer
Writers
Anthony McCarten, Peter Morgan
Composers
Queen, John Ottman
Cinematographer
Newton Thomas Sigel
Producers
Jim Beach, Bryan Singer, Graham King, Brian May, Roger Taylor
Academy Awards (2019)
Miglior Attore: Won
Academy Awards (2019)
Miglior Montaggio: Won
Academy Awards (2019)
Miglior missaggio sonoro: Won
Academy Awards (2019)
Miglior montaggio sonoro: Won
Academy Awards (2019)
Miglior Film: Nominated
Golden Globe Awards (2019)
Miglior film drammatico: Won
Golden Globe Awards (2019)
Miglior attore – Dramma: Won
BAFTA Awards (2019)
Miglior Attore: Won
Screen Actors Guild Awards (2019)
Interpretazione eccezionale di un attore maschile: Won
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