“Il film di Bergman non è un film horror nel senso convenzionale, ma un film horror dell'anima, dove i mostri non sono esterni ma interni.”
Roger Ebert
RogerEbert.com
L'ora del lupo (1968) di Ingmar Bergman è un'inquietante dramma psicologico che sfuma il confine tra realtà e incubo. Il film segue Johan Borg, un pittore interpretato da Max von Sydow, che si ritira su un'isola remota con la moglie incinta Alma (Liv Ullmann). Mentre lo stato mentale di Johan si deteriora, egli affronta i suoi desideri repressi e le sue paure, portando a un crollo tanto interiore quanto esteriore. Girato in un crudo bianco e nero dal direttore della fotografia Sven Nykvist, il film utilizza l'ambientazione isolata dell'isola per amplificare il senso di terrore.
Bergman, che ha anche scritto la sceneggiatura, ha attinto alle proprie ansie ed esperienze per creare un'opera profondamente personale. Il titolo del film si riferisce all'ora tra la notte e l'alba, quando, secondo il folklore, la maggior parte delle persone muore e gli incubi sembrano più reali. Con una durata di 88 minuti, L'ora del lupo è un'esplorazione compatta ma intensa della follia e del tormento artistico. Sebbene non sia stato un successo commerciale, ha guadagnato una solida reputazione tra i fan e i critici di Bergman, con un punteggio di 7,4 su 10 su IMDb. Il cast comprende anche Gertrud Fridh, Georg Rydeberg ed Erland Josephson in memorabili ruoli secondari.
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Alma Borg è seduta da sola nel cottage, parlando direttamente alla telecamera. Spiega che suo marito, il rinomato pittore Johan Borg, è scomparso senza lasciare traccia dall'isola remota dove vivevano. Ha deciso di scrivere tutto ciò che è accaduto, sperando che qualcuno possa capire.
La storia inizia quando Johan e Alma arrivano su un'isola spazzata dal vento al largo della costa svedese. Johan è un artista celebrato che soffre di grave insonnia e di un crescente disagio psicologico. Alma, la sua giovane moglie incinta, si dedica a prendersi cura di lui. Vivono in un modesto cottage, isolati dalla terraferma da un lungo viaggio in barca. Johan tiene un diario in cui annota i suoi pensieri più oscuri e gli incubi, una pratica che Alma trova sempre più preoccupante.
Johan confida ad Alma riguardo all'ora del lupo, il periodo tra le 3:00 e le 4:00 del mattino quando, secondo il folklore, la maggior parte delle persone muore, nascono i bambini e gli incubi sono più vividi. Durante queste ore, Johan afferma di essere visitato da figure spettrali che chiama i demoni. Dice ad Alma che queste apparizioni lo tormentano fin dall'infanzia e sono la fonte sia della sua ispirazione artistica che del suo tormento.
L'esistenza isolata della coppia viene interrotta quando ricevono un invito a cena al castello vicino del Barone von Merkens e di sua moglie Corinne. I von Merkens sono ricchi aristocratici eccentrici che sembrano conoscere Johan da una vita precedente. Alma è inizialmente affascinata dalla loro ospitalità, ma presto nota schemi inquietanti: gli abitanti del castello si comportano in modo strano, parlano per enigmi e fanno riferimenti obliqui al passato di Johan.
Mentre Johan si ritrova sempre più coinvolto con i residenti del castello, il suo stato mentale si deteriora rapidamente. Incontra una serie di figure inquietanti: Lindhorst, un sinistro archivista che sembra conoscere i segreti più oscuri di Johan; Veronica Vogler, una donna bellissima ma tormentata che potrebbe essere un'ex amante; e un'anziana donna con un grande cappello che sembra essere una presenza simile a una strega. Questi personaggi sembrano esistere in uno spazio liminale tra la realtà e l'immaginazione di Johan.
Alma diventa sempre più spaventata mentre il comportamento di Johan diventa erratico. Inizia a perdere la cognizione del tempo, sperimenta violenti sbalzi d'umore e parla di essere inseguito da forze invisibili. In una scena cruciale, Johan mostra ad Alma il suo album da disegno, rivelando disegni di grottesche figure demoniache, gli stessi esseri che afferma gli facciano visita durante l'ora del lupo. Alma cerca di riportarlo alla realtà, ma Johan insiste che queste visioni sono più reali del mondo fisico che li circonda.
Il conflitto centrale emerge come una battaglia per la sanità mentale di Johan: Alma rappresenta l'amore, la stabilità e il mondo tangibile, mentre gli abitanti del castello incarnano la seducente attrazione della follia e dell'ossessione artistica. Johan oscilla tra questi due poli, incapace di impegnarsi pienamente in entrambi. La narrazione culmina in uno scontro decisivo al castello, dove Johan deve affrontare i suoi demoni, sia letterali che metaforici, in una sequenza che sfuma i confini tra sogno e veglia.
"Hour of the Wolf" Trailer
Consenso Critico
L'ora del lupo è ampiamente considerato una delle opere più personali e inquietanti di Bergman, un film horror psicologico che utilizza l'ambientazione della sua isola isolata per esplorare l'intersezione tra genio artistico e malattia mentale. Mentre alcuni critici trovano il suo surrealismo frustrante, la maggior parte elogia le interpretazioni di von Sydow e Ullmann, oltre alla fotografia cruda di Nykvist.
“Il film di Bergman non è un film horror nel senso convenzionale, ma un film horror dell'anima, dove i mostri non sono esterni ma interni.”
Roger Ebert
RogerEbert.com
“Il signor Bergman ha realizzato un film che è sia un grido di dolore che un'opera d'arte, una meditazione sulla natura della creatività che è tanto inquietante quanto bella.”
Vincent Canby
The New York Times
“È un film sul terrore del processo creativo, e Bergman lo presenta con tale intensità che senti di essere nella mente del pittore.”
Pauline Kael
The New Yorker
“Il film è un capolavoro di isteria controllata, con von Sydow che offre una delle sue più grandi interpretazioni nei panni di un uomo che si disintegra davanti ai nostri occhi.”
David Thomson
The Guardian
“L'esplorazione della psiche dell'artista da parte di Bergman è sia affascinante che frustrante, un film che premia la pazienza ma può alienare coloro che cercano una narrazione convenzionale.”
Variety Staff
Variety
Director
Ingmar Bergman
Writer
Ingmar Bergman
Composer
Lars Johan Werle
Cinematographer
Sven Nykvist
Producer
Lars-Owe Carlberg
National Society of Film Critics Awards (1968)
Miglior fotografia: Won
Guldbagge Awards (1969)
Miglior film: Won
Guldbagge Awards (1969)
Miglior regista: Won
Guldbagge Awards (1969)
Miglior Attrice: Won
Venice Film Festival (1968)
Leone d'Oro: Nominated
Swedish Film Institute (1969)
Miglior fotografia: Won
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