“Il capo Gillespie di Carroll O'Connor è una creazione magistrale: un bigotto che impara, lentamente e dolorosamente, a vedere oltre il colore della pelle, interpretato con fascino brusco e genuino pathos.”
Tom Shales
The Washington Post

In the Heat of the Night è un poliziesco americano andato in onda dal 1988 al 1995, prima su NBC e poi su CBS. La serie è un libero adattamento del romanzo di John Ball del 1965 e del celebre film del 1967 che vedeva come protagonisti Sidney Poitier e Rod Steiger. Ambientata nella fittizia città di Sparta, Mississippi, la serie ruota attorno all'improbabile partnership tra il capo della polizia William Gillespie, un burbero capo bianco, e il detective Virgil Tibbs, un sofisticato detective omicidi nero di Philadelphia. La loro relazione in evoluzione guida una serie che ha affrontato razzismo, dipendenza e giustizia sociale con una franchezza insolita per la televisione generalista.
Carroll O'Connor, noto soprattutto per aver interpretato Archie Bunker in All in the Family, ha assunto il ruolo di Gillespie, portando una miscela sfumata di spavalderia e vulnerabilità. Howard Rollins interpretava Tibbs, un personaggio inizialmente concepito come ospite ricorrente ma poi diventato protagonista dopo il successo del pilot. La volontà della serie di affrontare temi contemporanei – dalla crisi dell'AIDS alla brutalità poliziesca – la distingueva dagli altri drammi polizieschi della sua epoca. Girata principalmente a Covington, Georgia, la serie è durata otto stagioni e 146 episodi, più quattro film TV che hanno concluso la storia.
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In the Heat of the Night inizia quando Virgil Tibbs, un detective omicidi molto rispettato di Philadelphia, passa attraverso la piccola città di Sparta, Mississippi, e viene fermato come sospettato di omicidio semplicemente perché è nero. Dopo che la sua identità viene rivelata, il capo Bill Gillespie lo assume con riluttanza per risolvere il caso. Colpito dalle capacità di Tibbs e determinato a fare la differenza, Tibbs decide di rimanere a Sparta, accettando una posizione come detective nel dipartimento di Gillespie. Questo prepara il terreno per una partnership che metterà alla prova le supposizioni di entrambi gli uomini su razza, giustizia e amicizia.
La serie segue le operazioni quotidiane del dipartimento di polizia di Sparta, con Gillespie e Tibbs che indagano su omicidi, traffico di droga, crimini d'odio e corruzione. Il cast corale si allarga per includere l'agente Bubba Skinner (Alan Autry), un vice dal parlare lento ma leale; l'agente Parker Williams (David Hart), il giovane poliziotto zelante; l'agente Lonnie Jamison (Hugh O'Connor), un agente dedicato che spesso si trova in pericolo; la centralinista diventata agente Luann Corbin (Crystal R. Fox); e il sindaco Harriet DeLong (Denise Nicholas), una politica accorta che diventa l'interesse amoroso di Gillespie. Le stagioni successive introducono il procuratore distrettuale Hampton Forbes (Carl Weathers), un procuratore affascinante e ambizioso che spesso entra in conflitto con il dipartimento di polizia.
Gli archi narrativi delle stagioni riflettono il paesaggio in cambiamento del Sud americano. Le prime stagioni si concentrano sulla creazione della partnership e sull'affrontare il razzismo aperto, sia all'interno della comunità che nello stesso Gillespie. La seconda stagione approfondisce l'insieme ed esplora la vita personale di Tibbs, incluso il suo matrimonio con Althea (Anne-Marie Johnson). La terza stagione introduce il sindaco DeLong e affronta l'escalation della violenza legata alla droga. La quarta stagione porta Hampton Forbes e trame sulla giustizia vigilante. La quinta stagione affronta la crisi dell'AIDS e la criminalità organizzata. Il passaggio a CBS nella sesta stagione coincide con la crescente disillusione di Tibbs, che lo porta a lasciare la polizia e studiare legge. La settima stagione vede Tibbs come avvocato, mentre Gillespie affronta la figlia estraniata. L'ultima stagione consiste in quattro film TV che portano a conclusione i viaggi dei personaggi.
In tutta la serie, il tema centrale rimane la possibilità di cambiamento. Gillespie si evolve da uomo di pregiudizi radicati a fidato alleato della comunità nera, mentre Tibbs impara a navigare le complessità della vita del Sud senza perdere la sua integrità. Lo show non si tira indietro dalla bruttezza del razzismo – croci in fiamme, attività del Klan e ingiustizia sistemica sono elementi ricorrenti – ma offre anche momenti di speranza e umanità. L'ampio arco della serie traccia il lento progresso di Sparta verso la riconciliazione razziale, rispecchiato nel legame sempre più profondo tra i due personaggi principali.
Weekday Action Block - IN THE HEAT OF THE NIGHT
Consenso Critico
In the Heat of the Night ha tradotto con successo le tensioni razziali dell'acclamato film in una serie TV di lunga durata, grazie in gran parte alla performance imponente di Carroll O'Connor e alla volontà dello show di affrontare questioni sociali controverse. Sebbene spesso formulare e occasionalmente moraleggiante, la serie si è guadagnata rispetto per il suo trattamento serio del razzismo, della dipendenza e della giustizia nel Sud in cambiamento.
“Il capo Gillespie di Carroll O'Connor è una creazione magistrale: un bigotto che impara, lentamente e dolorosamente, a vedere oltre il colore della pelle, interpretato con fascino brusco e genuino pathos.”
Tom Shales
The Washington Post
“La serie non riesce mai a sfuggire completamente all'ombra del film del 1967, ma O'Connor e Rollins sviluppano una chimica che rende le indagini settimanali una televisione avvincente.”
Ken Tucker
Entertainment Weekly
“In the Heat of the Night merita credito per non essersi sottratta alle brutali realtà del razzismo e della dipendenza, anche quando quelle realtà rispecchiavano la travagliata produzione dello show.”
Howard Rosenberg
Los Angeles Times
“Quello che avrebbe potuto essere un ricalco stanco diventa un esame ponderato, seppur disomogeneo, di come il Sud sia cambiato—e non sia cambiato. O'Connor lo sostiene tutto con un'interpretazione che è tra le sue migliori.”
John J. O'Connor
The New York Times
“Il punto di forza maggiore dello show è la sua volontà di lasciare che i personaggi crescano e cambino nel tempo, cosa rara nella televisione di rete. L'evoluzione di Gillespie da razzista ad alleato è uno degli archi narrativi più sottovalutati della TV.”
David Bianculli
New York Daily News
Directors
Winrich Kolbe, Harry Harris
Writers
James Lee Barrett, Cynthia Deming, William J. Royce, John Ball
Composers
Mike Post, Pete Carpenter
Producers
Carroll O'Connor, Fred Silverman, Juanita Bartlett
Primetime Emmy Award (1989)
Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Nominated
Primetime Emmy Award (1990)
Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Nominated
Primetime Emmy Award (1991)
Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Nominated
Primetime Emmy Award (1992)
Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Nominated
Primetime Emmy Award (1993)
Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Nominated
Primetime Emmy Award (1994)
Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Nominated
Primetime Emmy Award (1995)
Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Nominated
Golden Globe Award (1989)
Miglior interpretazione di un attore in una serie TV - Drammatico: Nominated
Golden Globe Award (1990)
Miglior interpretazione di un attore in una serie TV - Drammatico: Nominated
NAACP Image Award (1990)
Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Nominated
NAACP Image Award (1991)
Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Nominated
NAACP Image Award (1992)
Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Nominated
NAACP Image Award (1993)
Miglior attore protagonista in una serie drammatica: Nominated
Viewers for Quality Television Award (1989)
Miglior attore in una serie drammatica di qualità: Won
Viewers for Quality Television Award (1990)
Miglior attore in una serie drammatica di qualità: Won
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