“Il capolavoro minimalista di Melville... un thriller criminale elegantemente freddo e spietatamente efficiente.”
Geoff Andrew
Time Out
Le Samouraï è un film poliziesco francese del 1967 diretto da Jean-Pierre Melville che ha ridefinito il genere del sicario. Ambientato in una Parigi bagnata dalla pioggia, il film segue Jef Costello, un killer a contratto che vive secondo un rigido codice personale che ricorda un guerriero samurai. Con il suo stile minimalista, il ritmo deliberato e l'atmosfera fredda, il film è diventato una pietra miliare del cinema neo-noir.
Alain Delon offre una performance che definisce la carriera nei panni di Costello, un uomo di poche parole e azioni precise. Il linguaggio visivo del film – lunghi silenzi, rituali meticolosi e l'iconico cappello a tesa larga e trench coat – ha influenzato innumerevoli registi, da Quentin Tarantino a John Woo. La colonna sonora jazz sparsa di François de Roubaix completa perfettamente l'atmosfera di isolamento esistenziale.
Candidato alla Palma d'Oro al Festival di Cannes del 1967, Le Samouraï ha da allora raggiunto lo status di culto. La sua esplorazione dell'onore, della lealtà e del prezzo della solitudine risuona oggi con la stessa potenza di quando fu distribuito.
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Jef Costello è un assassino professionista che opera con precisione robotica. Vive in un appartamento spoglio con solo una gabbia di uccelli per compagnia. La sua routine quotidiana è ritualistica: ruba auto, crea alibi e porta a termine omicidi con efficienza meccanica. Per il suo ultimo lavoro, viene ingaggiato per uccidere il proprietario di un nightclub. Esegue l'omicidio alla perfezione, ma una testimone – una pianista di nome Valérie – vede il suo volto.
La polizia, guidata dall'astuto Commissario, identifica rapidamente Jef come il principale sospettato. Lo interrogano, ma l'alibi di ferro di Jef – due donne che affermano di essere state con lui al momento dell'omicidio – li costringe a rilasciarlo. Il Commissario, tuttavia, non è convinto. Mette Jef sotto costante sorveglianza, sperando che commetta un errore.
Nel frattempo, i datori di lavoro di Jef iniziano a vederlo come un peso. Mandano due tirapiedi per ucciderlo, ma Jef riesce a fuggire. Si rende conto di essere stato incastrato. Disperato di ripulire il suo nome e ripristinare la sua reputazione, Jef contatta Jane Lagrange, l'amante del proprietario del nightclub ucciso, che aveva fornito il suo alibi. La loro relazione è ambigua – in parte alleanza, in parte attrazione – ma le motivazioni di Jane rimangono poco chiare.
Jef cerca anche Valérie, la testimone. Invece di farla tacere, si sente attratto da lei. Lei dice alla polizia di non poterlo identificare, ma la sua lealtà è dubbia. Il mondo di solitudine di Jef inizia a incrinarsi mentre naviga in una rete di tradimenti, pressioni della polizia e il suo stesso codice in frantumi. Il Commissario stringe la morsa e le opzioni di Jef si riducono. Deve trovare un modo per dimostrare il suo valore ai suoi datori di lavoro, eludere la polizia e decidere di chi può fidarsi.
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Consenso Critico
Un neo-noir elegante e atmosferico, Le Samouraï è un capolavoro di cinema minimalista, con una performance ipnotica di Alain Delon nei panni di un sicario isolato legato da un rigido codice. Il suo tono freddo e distaccato e il ritmo deliberato lo hanno reso un classico del crimine molto influente.
“Il capolavoro minimalista di Melville... un thriller criminale elegantemente freddo e spietatamente efficiente.”
Geoff Andrew
Time Out
“Alain Delon è perfetto come sicario solitario... Il film è uno studio sull'isolamento esistenziale e il distacco professionale.”
Dave Kehr
Chicago Reader
“Un film profondamente influente... La sua influenza si vede nel lavoro di innumerevoli registi, da Quentin Tarantino a John Woo.”
Film Comment
Film Comment
“Le Samouraï è un film sullo stile, sull'atteggiamento, sul rituale della violenza e sul vuoto che lascia dietro di sé.”
Screen Daily
Screen Daily
Director
Jean-Pierre Melville
Writers
Jean-Pierre Melville, Georges Pellegrin
Composer
François de Roubaix
Cinematographer
Henri Decaë
Producers
Raymond Borderie, Eugène Lépicier
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