“Lo show più longevo nella storia della TV, 'Meet the Press' rimane lo standard di riferimento per le interviste ai protagonisti della domenica mattina, anche mentre il panorama politico è diventato sempre più frammentato.”
Brian Steinberg
Variety
Il 6 novembre 1947, Martha Rountree e Lawrence E. Spivak lanciarono un programma radiofonico che sarebbe diventato lo show più longevo nella storia della televisione americana. Meet the Press si trasferì presto sulla NBC, pionieristico formato dell'intervista domenicale ai protagonisti dell'attualità. Ogni settimana, un moderatore siede con presidenti, membri del gabinetto, senatori e leader stranieri per discutere le questioni più urgenti del giorno. Il programma è andato in onda ininterrottamente per oltre 77 anni, producendo più di 3.200 episodi in 79 stagioni.
Lo show ha avuto 11 moderatori, ognuno con uno stile distintivo. Tim Russert, che ha condotto dal 1991 al 2008, ha trasformato il programma in un evento politico imperdibile con le sue lavagne e le sue domande incalzanti. Kristen Welker è diventata la seconda donna e la prima persona di colore a sedere sulla poltrona di conduttrice nel 2023. Il programma ha trasferito la sua produzione in uno studio su Capitol Hill nel gennaio 2021, diventando il primo show domenicale di rete a trasmettere dal ramo legislativo.
John Williams ha composto la musica tematica iconica, The Pulse of Events, che accompagna il programma da decenni. Lo show ha vinto numerosi premi Peabody ed Emmy, e ogni presidente statunitense da Harry Truman in poi vi è apparso. Negli ultimi anni, il franchise si è espanso in un podcast quotidiano, Meet the Press NOW, che offre ulteriori analisi durante la settimana.
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La premessa centrale di Meet the Press è un confronto settimanale tra l'indagine giornalistica e il potere politico. Ogni episodio presenta tipicamente una singola intervista estesa con un protagonista dell'attualità, seguita da una tavola rotonda con giornalisti e analisti. Il moderatore incalza gli ospiti su decisioni politiche, agende legislative e questioni di sicurezza nazionale, spesso sfidando risposte elusive con domande di approfondimento e prove documentali. Lo show opera nell'arena ad alta posta in gioco della politica americana, dove ogni parola pronunciata può plasmare il ciclo di notizie per la settimana successiva.
La struttura del programma si è evoluta significativamente dai suoi primi giorni, quando era essenzialmente una discussione di gruppo con più giornalisti che interrogavano un singolo ospite. Sotto Tim Russert, lo show si è ampliato a un'ora intera nel 1992, e il ruolo del moderatore è diventato più assertivo. I famosi segmenti con la lavagna di Russert durante le elezioni presidenziali del 2000 e 2004 gli permettevano di illustrare strategie politiche complesse in tempo reale, una tecnica che ha influenzato la copertura politica su tutte le reti. Il formato moderno, stabilito negli anni 2010, pone maggiore enfasi su una singola intervista lunga seguita da una tavola rotonda diversificata che include voci da tutto lo spettro politico.
Il mondo di Meet the Press è definito dal suo ambiente: uno studio che si è spostato dall'ufficio della NBC a Washington a una struttura appositamente costruita su Capitol Hill. Questo trasferimento nel gennaio 2021 ha collocato lo show al centro fisico del potere legislativo, permettendo ai moderatori di prenotare ospiti che sono letteralmente a pochi passi dall'aula del Senato o della Camera. Il ritmo settimanale dello show segue il calendario politico americano. Durante gli anni delle elezioni presidenziali, il programma diventa un campo di battaglia centrale per i candidati. Negli anni non elettorali, l'attenzione si sposta sulle nomine alla Corte Suprema, le crisi internazionali e i dibattiti politici emergenti. Ogni stagione va tipicamente da settembre ad agosto, con circa 52 episodi per stagione.
I personaggi principali sono gli stessi moderatori, ognuno dei quali ha lasciato un segno distintivo sul programma. Martha Rountree, la conduttrice originale, ha stabilito il tono di confronto dello show. Lawrence E. Spivak, che ha preso il comando nel 1953, lo ha trasformato in una seria impresa giornalistica. Bill Monroe ha portato uno stile popolare negli anni '70. Marvin Kalb, un ex corrispondente del Dipartimento di Stato, ha enfatizzato la politica estera. Chris Wallace ha servito un breve periodo prima di passare a Fox News. Garrick Utley ha guidato lo show attraverso la fine della Guerra Fredda. Tim Russert ha elevato il programma a prominenza culturale. Tom Brokaw ha servito come conduttore ad interim dopo la morte di Russert. David Gregory ha mantenuto la rilevanza dello show durante gli anni di Obama. Chuck Todd, che ha condotto dal 2014 al 2023, ha enfatizzato l'analisi basata sui dati. Kristen Welker, l'attuale moderatrice, ha portato un approccio acuto e basato sui fatti alle interviste.
Il conflitto centrale che ha definito lo show nella sua storia è la tensione continua tra la ricerca di responsabilità del moderatore e gli sforzi degli ospiti di controllare il loro messaggio. Questa dinamica ha prodotto confronti memorabili: Tim Russert che incalza Dick Cheney sulla guerra in Iraq, David Gregory che sfida Eric Holder sui bombardamenti con droni, e il teso scambio di Kristen Welker con Donald Trump nel giugno 2026, che si è concluso con il presidente che lasciava il set. La capacità dello show di generare momenti non scriptati e degni di nota lo ha mantenuto rilevante anche mentre il panorama mediatico si è frammentato.
Consenso Critico
In quanto programma di informazione in diretta, Meet the Press riceve più analisi politiche che recensioni critiche tradizionali. I critici generalmente ne lodano lo status di istituzione democratica vitale e il suo ruolo nel tenere il potere sotto controllo, anche se alcuni si chiedono se il formato della domenica mattina rimanga rilevante nell'era del ciclo di notizie 24 ore su 24.
“Lo show più longevo nella storia della TV, 'Meet the Press' rimane lo standard di riferimento per le interviste ai protagonisti della domenica mattina, anche mentre il panorama politico è diventato sempre più frammentato.”
Brian Steinberg
Variety
“L'addio di Chuck Todd da 'Meet the Press' segna la fine di un'era per un programma che per generazioni è stato un barometro settimanale del clima politico di Washington.”
Michael M. Grynbaum
The New York Times
“Kristen Welker eredita una franchise che ha resistito a guerre, scandali e impeachment presidenziali, e ora affronta la sfida di mantenere la rilevanza in un'era di televisione via cavo e social media.”
David Bauder
Associated Press
“Tim Russert ha trasformato 'Meet the Press' in un evento imperdibile, mutando l'intervista della domenica mattina da una chiacchierata educata a un interrogatorio politico ad alto rischio.”
James Poniewozik
The New York Times
“Quando Trump ha abbandonato il set di 'Meet the Press' nel giugno 2026, è stato un promemoria del fatto che il formato conflittuale dello show ha ancora il potere di produrre momenti non scriptati e degni di notizia.”
Tom Jones
Poynter Institute
Director
Rob Melick
Composer
John Williams
Producer
David P. Gelles
Peabody Award (2000)
Eccellenza nella Trasmissione: Won
News & Documentary Emmy Award (2008)
Intervista Eccezionale: Won
Edward R. Murrow Award (2015)
Eccellenza complessiva: Won
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