Nel 2006, il regista giapponese Tetsuya Nakashima ha sfornato un film che non assomigliava a nient'altro nel cinema contemporaneo. Memories of Matsuko racconta la storia di Matsuko Kawajiri, una donna la cui vita crolla da promettente insegnante a reclusa isolata, ma lo fa attraverso una raffica di numeri musicali color caramella, animazioni in stop-motion e sequenze fantastiche. Miki Nakatani offre un'interpretazione impavida e camaleontica nel ruolo principale, oscillando tra l'energia gioiosa di una scolaretta e la disperazione dagli occhi vuoti senza perdere il filo di una donna che non smette mai di credere che l'amore la salverà.
Basato sul romanzo di Muneki Yamada, il film si apre con l'omicidio di Matsuko e segue suo nipote Sho mentre sistema i suoi averi, ricostruendo la narrativa frammentata della sua vita. Nakashima, già noto per Kamikaze Girls, spinge il suo massimalismo visivo ancora oltre qui, attingendo ai melodrammi hollywoodiani dell'era della Depressione, ai varietà televisivi giapponesi e alla cultura delle idol pop per creare un linguaggio per il mondo interiore di Matsuko. Il risultato è una tragedia zuccherosa che rifiuta di scegliere tra commedia e dolore, ed è per questo che il film è diventato un cult ben oltre il Giappone.
Uscito il 27 maggio 2006, il film è stato sostenuto da un consorzio che includeva TBS, TOHO e Warner Music Japan. Ha ottenuto un punteggio di 7.8/10 su IMDb e forti punteggi del pubblico su Rotten Tomatoes, ma la sua vera eredità sta nel modo in cui espande ciò che un musical cinematografico può essere. L'interpretazione di Nakatani è spesso citata come una delle grandi performance femminili del cinema giapponese del XXI secolo, e la reputazione del film è solo cresciuta con ogni uscita home video.
PlotSenza Spoiler
Sho Kawajiri è uno studente universitario senza direzione quando viene a sapere che sua zia, Matsuko, è stata trovata morta, picchiata in un parco vicino al fiume dove viveva. La ricorda a malapena, solo vaghe impressioni infantili di una donna strana e trasandata. Quando va a ripulire il suo appartamento angusto, trova un cumulo di oggetti di una vita: vecchie fotografie, diari sbiaditi e ricevute che tracciano un percorso attraverso decenni di storia giapponese. Mentre inizia a leggere, la sua storia si dipana in frammenti, e lui diventa un detective dei segreti della propria famiglia.
Matsuko cresce in una confortevole casa del dopoguerra, ma è messa in ombra dalla sorella minore Kumi, costretta a letto da una malattia. Il padre adora Kumi e guarda a malapena Matsuko. Disperata per la sua attenzione, Matsuko scopre che fare una faccia buffa, una smorfia comica, lo fa sorridere. Porta quel tic nell'età adulta, e diventa una firma triste del suo bisogno di compiacere. Diventa insegnante di scuola media, e per un po' la vita sembra luminosa. Ama i suoi studenti, canta con loro e immagina un futuro pieno di possibilità.
Quel futuro va in frantumi quando uno studente di nome Shuji Okura viene accusato di furto. Matsuko cerca di proteggerlo, prendendosi la colpa, ma la situazione degenera. Viene licenziata, e quando torna a casa cercando conforto, la freddezza del padre la spinge oltre il limite. Scappa con un collega, iniziando uno schema che definirà la sua vita: dà tutto a uomini che non restituiscono nulla.
Il suo primo amante serio è Yoichi Ryu, uno scrittore brillante ma tormentato che la picchia e poi si uccide. Il suo rivale, un uomo sposato, la accoglie brevemente prima di scaricarla. Verso i suoi ventotto anni, Matsuko lavora come hostess di bar, poi come prostituta, e viene arrestata per aver ucciso un cliente in un impeto di rabbia. In prigione, trova una strana forma di ordine, impara un mestiere e fa un'amica, Megumi Sawamura. Ma quando viene rilasciata, vaga di nuovo, e la sua vita si restringe a una serie di piccole stanze e speranze ancora più piccole.
Per tutto il tempo, il mondo interiore di Matsuko rimane vivido. Si immagina come una pop star, canta davanti alla telecamera e trasforma il suo dolore in elaborate sequenze fantastiche. Lo stile visivo del film rispecchia il suo rifiuto di vedere la propria vita come tragica. Continua ad amare, continua a sperare, anche quando ogni uomo che incontra la delude. Sho, ascoltando la sua storia, inizia a capire che sua zia non era patetica. Era instancabile.
Una tragicommedia visivamente abbagliante che bilancia la fantasia musicale color caramella con la realtà brutale, ancorata dalla performance impavida di Miki Nakatani. I critici ne lodano la profondità emotiva e l'audacia stilistica, anche se alcuni trovano l'eccesso travolgente. Lo status di cult del film è meritato.