Nel 2006, BBC One ha trasmesso quello che molti considerano ancora il punto di riferimento dei documentari naturalistici. Planet Earth ha richiesto quattro anni di produzione, inviando troupe in 64 paesi e 200 location. Il risultato è stato 11 ore di filmati che mostravano il mondo naturale con una chiarezza mai vista prima. La narrazione di David Attenborough dà al documentario il suo battito cardiaco, trasformando l'osservazione scientifica in qualcosa di simile alla poesia. La serie ha vinto quattro Emmy e quattro BAFTA, e la sua influenza sul cinema naturalistico è difficile da sopravvalutare.
La serie funge da visita guidata dei principali biomi della Terra, dai poli agli oceani profondi. Ogni episodio si concentra su un habitat specifico, rivelando gli animali che vi vivono e le strategie che usano per sopravvivere. Ciò che ha reso Planet Earth diversa è stata la sua ambizione. Il team di produzione ha pionieristico nuovi sistemi di ripresa, tra cui un'impalcatura aerea girostabilizzata chiamata Cineflex che ha permesso di filmare lupi a caccia da un elicottero senza alcuna scossa. Hanno catturato le prime immagini di un leopardo delle nevi in natura e le prime riprese aeree di una migrazione di caribù. La serie non si è limitata a documentare la natura; ha ridefinito il modo in cui possiamo vederla.
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PlotSenza Spoiler
Dai momenti iniziali del primo episodio, Planet Earth stabilisce una struttura semplice ma potente: seguire il sole. La premiere, Da Polo a Polo, traccia come l'energia solare guidi i cicli stagionali e le migrazioni animali in tutto il mondo. Vediamo orsi polari cacciare sul ghiaccio artico, caribù attraversare la tundra ed elefanti marciare attraverso la savana africana. Il messaggio è chiaro: ogni essere vivente sulla Terra è connesso dalle stesse forze fondamentali.
Ogni episodio successivo si immerge in un ambiente specifico. Montagne scala l'Himalaya e le Ande, mostrando leopardi delle nevi che inseguono pecore blu e condor delle Ande che cavalcano le termiche. Acqua Dolce segue i fiumi dalla sorgente al mare, catturando lo spettacolo dei salmoni che risalgono la corrente e la furtività dei coccodrilli che cacciano gli gnu a un attraversamento del fiume. Grotte scende nell'oscurità, rivelando pesci ciechi delle caverne e vaste camere di cristallo che pochi umani hanno mai visitato. Deserti documenta le dure vite di cammelli, volpi del deserto e scarabei del deserto che raccolgono acqua dalla nebbia.
Gli episodi centrali ampliano la portata. Regioni Polari contrappone l'Artico all'Antartico, mostrando pinguini imperatori che si stringono contro il freddo e orsi polari che aspettano la formazione del ghiaccio marino. Grandi Pianure cattura le enormi mandrie di gnu, bisonti ed elefanti che vagano per le praterie aperte, e i predatori che li seguono. Giungle entra nella volta della foresta pluviale, dove gli oranghi si dondolano tra gli alberi e i giaguari si aggirano sul suolo della foresta. Mari Bassi esplora le barriere coralline e le foreste di alghe, rivelando l'intricata danza di tartarughe marine, delfini e squali. Foreste Stagionali si muove attraverso boschi temperati, dalle foreste decidue del Nord America ai boschetti di bambù della Cina, con orsi, cervi e macachi giapponesi che si bagnano nelle sorgenti termali.
La serie non segue una tradizionale struttura narrativa. Invece, costruisce un ritratto cumulativo della vita sulla Terra, enfatizzando adattamento e resilienza. Ogni episodio presenta le sfide che gli animali affrontano e le notevoli soluzioni che l'evoluzione ha prodotto. Il tono è riverente ma non sentimentale: i predatori uccidono le prede, la scarsità costringe alle migrazioni e l'ambiente è indifferente alla sofferenza individuale. La narrazione di Attenborough fornisce contesto senza antropomorfizzare, lasciando che le immagini parlino da sole. La serie culmina in Oceano Profondo, che scende fino alle sorgenti idrotermali dove la vita prospera senza luce solare, completando il viaggio dalle vette più alte alle fosse più profonde.
Planet Earth è un risultato epocale nel cinema naturalistico, combinando una cinematografia mozzafiato con la narrazione autorevole di David Attenborough per creare un ritratto maestoso del mondo naturale. I critici hanno unanimemente elogiato la sua innovazione tecnica, profondità emotiva e messaggio di conservazione, definendola una visione essenziale che ha ridefinito il genere documentaristico e stabilito un nuovo standard per la televisione naturalistica.
Alastair Fothergill, Mike Gunton, Maureen Lemire, Tom Hugh-Jones
Stagioni (2)
Premi
Emmy Award (2007)
Miglior serie non-fiction: Won
Emmy Award (2007)
Miglior fotografia per programmi non fiction: Won
Emmy Award (2007)
Miglior composizione musicale per una serie: Won
Emmy Award (2007)
Miglior montaggio per programmi non fiction: Won
Emmy Award (2007)
Miglior montaggio sonoro per programmi non fiction: Won
BAFTA TV Award (2007)
Migliore Serie Fattuale: Won
BAFTA TV Award (2007)
Miglior fotografia e illuminazione (Factual): Won
BAFTA TV Award (2007)
Migliore musica televisiva originale: Won
BAFTA TV Award (2007)
Miglior montaggio (Factual): Won
Peabody Award (2007)
Eccellenza nei media elettronici: Won
Royal Television Society Award (2007)
Miglior Serie Documentaristica: Won
Royal Television Society Award (2007)
Miglior fotografia: Won
Producers Guild of America Award (2008)
Miglior produttore di televisione non fiction: Won
Television Critics Association Award (2007)
Traguardo eccezionale nel settore notizie e informazione: Won
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