“Lo show è stato una rivelazione. Non era solo wrestling; era un evento culturale che faceva sentire la WWF come una legittima attrazione in prima serata, non un sideshow da fiera.”
Dave Meltzer
Wrestling Observer Newsletter

United States"Le più grandi star. I più grandi incontri. Il più grande evento della TV generalista."
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L'11 maggio 1985, alle 23:30 Eastern, accadde qualcosa di insolito sulla NBC. Invece del familiare cold open di Saturday Night Live, gli spettatori videro Hulk Hogan che fletteva i muscoli in un ring di wrestling. Quella notte, quasi il 10% delle famiglie televisive americane sintonizzò per guardare il primo Saturday Night's Main Event, una serie che avrebbe ridefinito il modo in cui il pro wrestling raggiungeva il grande pubblico. Lo show era un'idea semplice ma potente: prendere i nomi più importanti della World Wrestling Federation, metterli in incontri che avevano realmente importanza e trasmetterli in TV nazionale durante una fascia oraria solitamente riservata agli sketch comici.
Ciò che rendeva Saturday Night's Main Event diverso dai programmi settimanali in syndication come WWF Superstars of Wrestling era il suo approccio alla creazione degli incontri. In un tipico episodio di Superstars, star come Randy Savage o André the Giant schiacciavano avversari sconosciuti in meno di tre minuti. Qui, gli incontri erano vere competizioni: difese titolate, match di rivalità, gabbie d'acciaio e stipulazioni che mettevano a rischio la carriera. Lo show fungeva da pay-per-view in TV gratuita, un ponte tra i grandi eventi che i fan dovevano pagare per vedere. Dava agli spettatori occasionali un motivo per interessarsi alle faide che stavano costruendo verso WrestleMania o SummerSlam.
La serie si è svolta in quattro blocchi distinti: la corsa originale 1985-1991 che ha catturato l'apice di Hulkamania; una breve rinascita nel 1992; un ritorno 2006-2008 con John Cena, Batista e Edge; e una rinascita nel 2024 prodotta nell'ambito del nuovo accordo sui diritti media della WWE con NBCUniversal. Ogni iterazione ha seguito la stessa formula: una card curata dei migliori talenti della compagnia, finali decisivi e la sensazione che ciò che si stava guardando avesse realmente importanza. Lo show non ha mai vinto un Emmy, ma ha vinto qualcosa di più importante per i fan del wrestling: la sensazione che la TV nazionale prendesse sul serio la loro passione.
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Saturday Night's Main Event non è un dramma serializzato con un'unica trama narrativa. È un'antologia di speciali di wrestling professionistico, ogni episodio una vetrina a sé stante delle più grandi star e delle rivalità più accese della World Wrestling Federation (poi WWE). Il mondo che presenta è l'universo iper-stilizzato e moralmente chiaro dell'intrattenimento sportivo, dove gli eroi noti come babyface combattono i cattivi noti come heel per l'oro del campionato, l'onore personale e l'ammirazione del pubblico. Il conflitto centrale, ripetuto in ogni episodio, è la lotta per la supremazia all'interno del roster della WWF, inquadrata da faide che ribollono negli show settimanali via cavo ed esplodono sul ring in questi speciali.
La prima e più celebre era (1985-1991) è definita dalla Rock 'n' Wrestling Connection e dal dominio di Hulk Hogan come campione mondiale babyface di punta. I personaggi ricorrenti includono l'astuto Million Dollar Man Ted DiBiase, il mostruoso André the Giant, il vistoso Macho Man Randy Savage, la sua manager Miss Elizabeth e la malvagia Heenan Family guidata da Bobby Heenan. La forma a grandi linee di questo periodo vede Hogan difendere il WWF Championship contro un cast rotante di mostruosi heel, mentre le faide di metà cartello coinvolgono Jake The Snake Roberts, The Ultimate Warrior e tag team come The Hart Foundation e Demolition. Ogni episodio presenta tipicamente due o tre incontri di cartello, spesso con titoli in palio, e alcune angolazioni che portano avanti le storie verso il successivo pay-per-view.
Una seconda corsa nel 1992 ha visto la transizione di Hogan e l'ascesa di The Undertaker, Shawn Michaels e Bret Hart, ma è durata solo tre episodi. Dopo una pausa di quattordici anni, la serie è stata ripresa nel 2006 per una corsa di dieci episodi sulla NBC, con star allora in attività come John Cena, Batista, Edge e Randy Orton in simili match ad alta posta in gioco. La rinascita del 2024, trasmessa sia su NBC che su Peacock, porta il formato nell'era moderna con star come Cody Rhodes, Roman Reigns e Liv Morgan. La struttura dello show rimane invariata: una trasmissione di due ore montata serratamente con i migliori talenti della compagnia in incontri decisivi che sembrano mini pay-per-view. Non esiste una storia generale che copra l'intera stagione; ogni episodio è un evento a sé stante che fa progredire faide individuali e narrazioni titolate.
Consenso Critico
Saturday Night's Main Event è ampiamente considerato una pietra miliare nella televisione del wrestling, elogiato per la creazione di incontri ad alta posta in gioco e l'esposizione mainstream in rete nazionale durante il boom del wrestling negli anni '80. I critici notano che, sebbene gli incontri stessi fossero spesso brevi, lo spettacolo e il potere delle star erano ineguagliabili per la TV gratuita.
“Lo show è stato una rivelazione. Non era solo wrestling; era un evento culturale che faceva sentire la WWF come una legittima attrazione in prima serata, non un sideshow da fiera.”
Dave Meltzer
Wrestling Observer Newsletter
“La corsa originale di Saturday Night's Main Event ha catturato l'apice di Hulkamania e l'eccesso cartoonesco e glorioso del boom del wrestling degli anni '80 meglio di qualsiasi altro singolo programma.”
Brian Campbell
CBSSports.com
“È una testimonianza del duraturo fascino dello show che la WWE continui a riproporlo. La rinascita del 2024 è sembrata un vero evento in rete, non solo un altro episodio di Raw.”
Justin Barrasso
Sports Illustrated
“La bellezza di Saturday Night's Main Event stava nella sua semplicità: mettere le più grandi star sul ring, dare loro un motivo per combattere e lasciare che la magia della televisione in chiaro amplificasse il rumore.”
Alfred Konuwa
Forbes
“Per una generazione di fan, lo show era un appuntamento fisso. Era la rara occasione di vedere Hulk Hogan, Randy Savage o The Ultimate Warrior in un match significativo senza dover ordinare un pay-per-view.”
John Canton
TJRWrestling.net
Director
Kevin Dunn
Writers
Vince McMahon, Pat Patterson, Bruce Prichard
Producers
Vince McMahon, Pat Patterson, Bruce Prichard, Paul Levesque
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