“Brenda Blethyn è sbalorditiva nei panni della disfatta Cynthia. La sua interpretazione è un ritratto crudo e senza difese di una donna che annega nei suoi stessi segreti.”
Roger Ebert
Chicago Sun-Times
Hortense Cumberbatch, un'ottica nera di successo a Londra, inizia a cercare la madre biologica dopo la morte della madre adottiva. La pista la conduce a Cynthia Rose Purley, un'operaia bianca che vive in un appartamento angusto con la figlia adolescente e il padre recluso. Il loro primo incontro in un caffè è una lezione di tenera goffaggine: Cynthia fuma una sigaretta dopo l'altra, ride nervosamente e riesce a malapena a guardare la donna che ha abbandonato decenni prima. Mike Leigh costruisce questa scena di riunione in tempo reale, lasciando che ogni pausa imbarazzante e ogni frase incompiuta atterrino con una devastante onestà.
Il film si espande oltre quella relazione centrale per includere Maurice, il fratello di Cynthia, un fotografo di matrimoni il cui aspetto educato maschera un matrimonio in frantumi con la tesa Monica. La loro figlia Roxanne lavora in una tipografia e ribolle di risentimento verso la madre. Il caratteristico metodo improvvisativo di Leigh, mesi di laboratori con gli attori per sviluppare dialoghi e retroscena, conferisce a ogni personaggio una specificità vissuta. Il barbecue nel cortile dei Purley, un funerale e una festa di compleanno disastrosa diventano palcoscenici per far emergere verità a lungo sepolte.
Girato con un modesto budget di 3 milioni di sterline, il film vinse la Palma d'Oro a Cannes e valse a Brenda Blethyn una nomination all'Oscar. La telecamera di Leigh resta vicina ai volti, catturando micro-espressioni di dolore, rabbia e inaspettato umorismo. Il titolo non si riferisce solo al grande segreto al centro della storia, ma ai piccoli inganni che le famiglie raccontano per mantenere la pace, e ai fragili legami che sopravvivono quando quelle bugie finalmente si spezzano.
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Hortense Cumberbatch è una giovane ottica nera che vive una vita comoda e ordinata a Londra. Dopo la morte della madre adottiva, sente il bisogno di trovare la madre biologica. Contatta l'agenzia di adozioni e scopre il nome della madre: Cynthia Rose Purley. Si organizzano per incontrarsi in un caffè vicino a King's Cross.
Cynthia arriva in ritardo, agitata e chiaramente terrorizzata. È una donna bianca sulla quarantina, lavora in una fabbrica di scarpe, vive in un appartamento angusto con suo padre e sua figlia Roxanne, una giovane scontrosa che lavora in una tipografia. L'incontro è imbarazzante e crudo: Cynthia riesce a malapena a guardare Hortense, ride troppo forte e fuma una sigaretta dopo l'altra durante la conversazione. Ma qualcosa cambia tra loro. Accettano di rimanere in contatto.
Hortense inizia a visitare l'appartamento di Cynthia. Incontra Roxanne, che è ostile e sospettosa, e il padre di Cynthia, un uomo tranquillo che sembra vivere nel suo mondo. Il fratello di Cynthia, Maurice, un fotografo di matrimoni, passa a trovarli con sua moglie Monica. Maurice è caloroso e socievole, ma il suo matrimonio è teso: Monica è fragile, ossessionata dalle apparenze e risentita verso la famiglia di Maurice. La presenza di Hortense riapre vecchie ferite. Cynthia inizia a bere di più, a sgridare Roxanne e a saltare il lavoro.
Maurice invita tutti a un barbecue di compleanno nella sua e di Monica ordinata casa di periferia. La riunione è una pentola a pressione. Roxanne si ubriaca e litiga con la madre. Monica critica Maurice davanti agli ospiti. Cynthia, ansiosa e colpevole, lascia sfuggire di aver dato via un bambino anni prima, un segreto che ha tenuto nascosto a Roxanne e a suo padre. La famiglia è sbalordita. Hortense, seduta tranquillamente al tavolo, diventa il centro del loro shock e della loro confusione.
Mentre la festa si sfalda, Cynthia si ritira in giardino. Hortense la segue. Si siedono insieme su una panchina e Cynthia finalmente ammette tutta la verità: prima di Hortense, ha avuto un altro figlio, un maschio, morto neonato perché era troppo giovane e spaventata per prendersene cura adeguatamente. Ha portato quel senso di colpa per decenni. La rivelazione cambia tutto. Hortense, che era venuta in cerca di una madre, ora vede una donna schiacciata dalla sua stessa storia.
Trailer
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Consenso Critico
Un esame crudo e profondamente commovente della famiglia, dell'identità e del peso dei segreti. Segreti e bugie di Mike Leigh presenta interpretazioni potenti del suo cast corale, in particolare Brenda Blethyn e Marianne Jean-Baptiste. L'onestà impietosa e il dialogo naturalistico del film creano un'esperienza cinematografica profondamente risonante e indimenticabile.
“Brenda Blethyn è sbalorditiva nei panni della disfatta Cynthia. La sua interpretazione è un ritratto crudo e senza difese di una donna che annega nei suoi stessi segreti.”
Roger Ebert
Chicago Sun-Times
“Il capolavoro di Mike Leigh è un ritratto profondamente sentito, spesso doloroso, ma alla fine che afferma la vita, di una famiglia fratturata.”
David Stratton
Variety
“Il film è un trionfo del naturalismo, con dialoghi che sembrano del tutto spontanei e interpretazioni mozzafiato nella loro autenticità.”
Janet Maslin
The New York Times
“Leigh crea una storia che è allo stesso tempo specifica nella sua rappresentazione della vita della classe operaia e universale nell'esplorazione della connessione umana e del dolore nascosto.”
Todd McCarthy
The Hollywood Reporter
Director
Mike Leigh
Writer
Mike Leigh
Composer
Andrew Dickson
Cinematographer
Dick Pope
Producer
Simon Channing Williams
Cannes Film Festival (1996)
Palma d'Oro: Won
Cannes Film Festival (1996)
Miglior Attrice: Won
Academy Awards (1997)
Miglior Attrice: Nominated
Academy Awards (1997)
Miglior regista: Nominated
Golden Globe Awards (1997)
Miglior Attrice in un Film – Dramma: Nominated
BAFTA Awards (1997)
Miglior attrice protagonista: Nominated
BAFTA Awards (1997)
Miglior sceneggiatura originale: Nominated
New York Film Critics Circle Awards (1996)
Miglior film: Won
New York Film Critics Circle Awards (1996)
Miglior Attrice: Won
New York Film Critics Circle Awards (1996)
Miglior regista: Won
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