“L'ultimo film di Jane Schoenbrun, che segue una giovane regista celebrata incaricata di rilanciare un vecchio franchise horror, è un manifesto cinematografico che smantella la nozione stessa di remake.”
Richard Brody
The New Yorker

United States"Sangue. Desiderio."
Jane Schoenbrun, la regista dietro I Saw the TV Glow, torna con uno slasher che non parla tanto del numero di vittime quanto dei corpi in questione. Teenage Sex and Death at Camp Miasma segue Kris, una giovane regista interpretata da Hannah Einbinder, che ottiene il lavoro di reboot di un franchise horror dormiente. Il problema: ha bisogno della benedizione della star del film originale, un'attrice reclusa di nome Billy, interpretata da Gillian Anderson. Quello che inizia come un incontro diretto nella tenuta remota di Billy si trasforma in un incubo psicosessuale in cui i confini tra il film che si sta realizzando e quello che ha dato inizio a tutto iniziano a dissolversi.
Il film è un meta-commento sulla cultura del reboot di Hollywood, avvolto in una storia d'amore queer che rifiuta di seguire le regole del genere. Schoenbrun, che ha anche scritto la sceneggiatura, dedica ben venti minuti a mostrarci l'originale fittizio Camp Miasma, una scelta audace che permette al pubblico di percepire il peso della storia del franchise prima che inizi il caos dei giorni nostri. Con un budget di 10 milioni di dollari, la produzione è uno sforzo congiunto USA-Regno Unito di MUBI e Plan B, e arriva con un'energia tagliente, divertente e spesso inquietante che sta facendo parlare i primi spettatori.
Einbinder, nota per il suo lavoro impassibile in Hacks, porta una fisicità frenetica a Kris, mentre Anderson, che è stata inarrestabile nelle scelte rischiose, si addentra nella minaccia glaciale di Billy. Il cast di supporto include Amanda Fix nel ruolo della giovane Billy, insieme ad Arthur Conti, Eva Victor e Zach Cherry, ognuno dei quali aggiunge texture a un mondo che sembra allo stesso tempo familiare e fuori posto. La colonna sonora di Alex G risuona di inquietudine, e la cinematografia di Eric K. Yue cattura il decadimento della tenuta e il calore tra le due protagoniste. Le prime reazioni indicano un 9.8 su IMDb, e sebbene quel numero provenga da un campione minuscolo, suggerisce che questo film sta colpendo duro le persone che l'hanno visto.
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Kris è una regista emergente con una reputazione per lavori ed edgy e personali, ma il suo ultimo progetto è un incarico dello studio: il reboot di Camp Miasma, un franchise slasher che ha raggiunto il suo apice negli anni '80 e poi si è trascinato attraverso una serie di sequel a basso costo. Lo studio vuole la benedizione della star originale, Billy, ma Billy è fuori dai giochi da decenni. Nessuna intervista, nessuna apparizione pubblica, solo voci. Kris la rintraccia in una tenuta tentacolare e decadente in campagna, aspettandosi una breve conversazione e una firma. Invece, viene attratta nel mondo di Billy, un luogo dove il passato non resta sepolto.
Billy non è solo reclusa; è ostile all'idea di un remake, e lo fa capire fin dal primo incontro. Ma Kris, disperata per mantenere la sua carriera in carreggiata, continua a tornare, e le due cadono in una danza tesa e carica. C'è una corrente sotterranea poliamorosa, la sensazione che Billy stia mettendo alla prova i limiti di Kris, e i confini tra professionale e personale iniziano a sfumare. Kris si ritrova a passare le notti nella tenuta, a guardare il film originale in loop e a sognare la violenza che lo ha reso infame.
Col passare dei giorni, Kris incontra un cast di personaggi che orbitano attorno alla produzione: Alex, un misterioso giovane con una sua agenda; DJ Ella Giastic, che fornisce una scarica di sollievo comico; Will, l'agente di Kris, che continua a spingerla a chiudere l'accordo; e Rudolph e Jeffrey, addetti ai lavori che sembrano sapere più del passato di Billy di quanto non lascino intendere. Ci sono anche flashback di una Billy più giovane, interpretata da Amanda Fix, che alludono a un trauma che ha plasmato il suo ritiro dal mondo.
Il film si prende il suo tempo per costruire la tensione, lasciando che la relazione tra Kris e Billy si scaldi mentre rende omaggio al genere slasher con strizzate d'occhio consapevoli e scene raccapriccianti. Schoenbrun usa il franchise fittizio per esplorare come i film horror possano sia riflettere che distorcere le realtà dei loro creatori, e la struttura meta mantiene il pubblico a chiedersi cosa sia reale e cosa sia una performance. Quando arriva il terzo atto, Kris non è più sicura se sia la regista o la final girl, e la domanda centrale del film rimane sospesa nell'aria: Billy sta proteggendo la sua eredità, o sta preparando una trappola?
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Consenso Critico
Un san valentino sanguinario per l'horror slasher che celebra la scoperta personale tanto quanto le possibilità del cinema. Con un meta-commento tagliente e interpretazioni audaci, è un viaggio selvaggio che premia la pazienza.
“L'ultimo film di Jane Schoenbrun, che segue una giovane regista celebrata incaricata di rilanciare un vecchio franchise horror, è un manifesto cinematografico che smantella la nozione stessa di remake.”
Richard Brody
The New Yorker
“Una deliziosa festa di piacere proibito camp che ti rimarrà addosso a lungo dopo i titoli di coda. Schoenbrun ha creato una meta-horror-comedy tanto intelligente quanto sanguinosa.”
Nerdist Staff
Nerdist
“L'abbraccio del film all'horror e al sesso è una celebrazione del potere viscerale del genere, e la chimica tra Einbinder e Anderson è elettrica.”
Fred Topel
UPI
“Un solido blocco di 20 minuti di Teenage Sex and Death è dedicato esclusivamente a filmati del primo film del franchise Camp Miasma, un audace azzardo metatestuale che ripaga.”
Adam Nayman
Reverse Shot
Director
Jane Schoenbrun
Writer
Jane Schoenbrun
Composer
Alex G
Cinematographer
Eric K. Yue
Producers
Jeremy Kleiner, Dede Gardner
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