“Un sequel tetro e derivativo che manca dello stile e della risonanza emotiva dell'originale, accontentandosi dei meccanismi di routine del revenge-thriller.”
Joe Leydon
Variety
Parte di una Collezione
The Crow Collection
Tre anni dopo la tragica morte di Brandon Lee sul set del primo The Crow, la saga è tornata con un terzo capitolo che ha scambiato l'ambizione cinematografica per il pragmatismo direct-to-video. Uscito nel 2000, The Crow: Salvation vede Eric Mabius nei panni di Alex Corvis, un giovane legato alla sedia elettrica per un omicidio che non ha commesso. La sedia lo uccide, ma un corvo mistico lo riporta in vita, donandogli forza sovrannaturale e un unico scopo: la vendetta.
Il film è ambientato nella piovosa città fittizia di Zion, un paesaggio urbano gotico che riecheggia l'estetica dell'originale ma senza la sua poesia visiva. Il regista Bharat Nalluri, al suo esordio, punta forte sull'atmosfera cupa, ma un budget limitato di 10 milioni di dollari ne riduce la portata. Kirsten Dunst, reduce da Intervista col vampiro e poco prima di Spider-Man, interpreta Erin Randall, la sorella della fidanzata uccisa di Alex. Diventa l'unica voce a credere nell'innocenza di Alex.
La critica ha per lo più liquidato il film come un thriller di vendetta formulistico, incapace di catturare il peso emotivo del fumetto di James O'Barr o del cult del 1994. Il Tomatometer è al 18%, con il consenso che il film è un'ombra priva di gioia e derivativa del suo predecessore. Tuttavia, la colonna sonora dai toni industriali di Marco Beltrami e alcune interpretazioni convinte gli hanno guadagnato un piccolo seguito di culto tra i completisti della saga.
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Alex Corvis guarda le lancette dell'orologio che scandiscono la mezzanotte. Tra pochi minuti morirà sulla sedia elettrica per l'omicidio della sua fidanzata, Lauren Randall. Mantiene la sua innocenza fino alla fine, ma nessuno lo ascolta, né il giudice, né la giuria, né il suo stesso avvocato. L'interruttore viene azionato e Alex ha convulsioni mentre la corrente gli strazia il corpo. Nel suo ultimo istante, vede un corvo.
Si sveglia su una fredda lastra di metallo all'obitorio. Un corvo si appollaia su una lampada, osservandolo. Il petto di Alex porta una cicatrice a forma di uccello e sente qualcosa di nuovo, un'ondata di potere, un richiamo primordiale alla vendetta. Esce dall'obitorio, invisibile ai vivi, e inizia a ricostruire la cospirazione che lo ha messo su quella sedia.
La pista porta a Nathan Randall, il padre di Lauren e l'uomo più potente di Zion. Nathan gestisce il consiglio di sviluppo della città con pugno di ferro, usando tangenti e minacce per portare avanti un progetto di smaltimento di rifiuti tossici. Lauren scoprì il piano e affrontò suo padre, che la fece uccidere per tenerla a tacere. Poi incastrò Alex, il capro espiatorio perfetto, un fidanzato tranquillo e devoto senza alibi.
Il primo bersaglio di Alex è Stan Roberts, un poliziotto di basso rango che ha aiutato a piantare le prove. Il corvo guida Alex in un magazzino dove Roberts si nasconde. Alex lo affronta, con il volto dipinto di bianco e nero come un ghoul, e estrae i nomi di tutti i coinvolti. Roberts muore in un incendio, e il sangue del corvo gocciola sulle ferite di Alex, guarendole.
Erin Randall, la sorella minore di Lauren, non ha mai creduto che Alex fosse colpevole. Scava tra gli effetti personali di Lauren e trova un diario nascosto che dettaglia i crimini del padre. Quando cerca di andare alla polizia, il detective Vincent Erlich, un sadico che ha brutalizzato Alex durante l'interrogatorio, la minaccia per farla tacere. Erin si rivolge a Peter Walsh, l'avvocato pieno di sensi di colpa che ha fallito con Alex al processo, ma Walsh è troppo spaventato per agire.
Alex continua la sua caccia. Rintraccia Martin Toomey, un poliziotto corrotto che ha orchestrato l'incastro, e lo uccide in una lotta brutale su un parcheggio multipiano. Ogni morte avvicina Alex a Nathan, ma il potere del corvo ha dei limiti. Un proiettile può ancora ferirlo. L'uccello stesso è vulnerabile. E ogni volta che Alex usa la sua forza, la cicatrice sul suo petto brucia più a fondo.
Erin finalmente incontra Alex in una chiesa abbandonata. Lei gli dà il diario di Lauren, e insieme progettano di smascherare Nathan. Ma il detective Erlich li tende un'imboscata, catturando Erin e ferendo Alex. Il corvo vola via, e Alex crolla, il suo corpo che cede. Si trascina su un tetto, richiama il corvo e si rigenera abbastanza per continuare.
Lo scontro finale ha luogo nel quartier generale di Nathan Randall. Alex combatte attraverso ondate di sicurezza, usando arti marziali e armi improvvisate. Nathan, messo all'angolo nel suo attico, rivela tutta la verità: la morte di Lauren fu un incidente durante una colluttazione con un sicario. Ma Nathan ordinò l'insabbiamento e non mostra alcun rimorso. Alex lega Nathan a una sedia elettrica, lo stesso modello usato per giustiziare lui, e aziona l'interruttore. Nathan ha convulsioni e muore.
Mentre il corvo viene colpito da un agente ferito, le ferite di Alex diventano fatali. Vede una visione di Lauren, avvolta in una luce calda, e si abbracciano. Alex muore, la sua anima finalmente in pace. Erin arriva troppo tardi per salvarlo, ma trova la chiusura. Disperde le ceneri del corvo al vento, e il ciclo di morte e rinascita continua.
UK Re-Release Trailer
The Crow: Salvation (2000) Trailer
Consenso Critico
Un sequel tetro e derivativo che manca dello stile e della risonanza emotiva dell'originale, accontentandosi dei meccanismi di routine del revenge-thriller. Nonostante l'impegno di Eric Mabius, il film non riesce a catturare la poesia gotica che ha reso il cult del 1994 così memorabile.
“Un sequel tetro e derivativo che manca dello stile e della risonanza emotiva dell'originale, accontentandosi dei meccanismi di routine del revenge-thriller.”
Joe Leydon
Variety
“Nonostante una performance grintosa di Eric Mabius, 'The Crow: Salvation' è una cupa e routine fantasia di vendetta che non si avvicina mai alla poesia oscura del suo predecessore.”
Kevin Thomas
Los Angeles Times
“Il film sembra meno una necessaria continuazione del mito di Crow e più un tentativo di fare cassa diretto al video, con valori di produzione da quattro soldi.”
Nathan Rabin
The A.V. Club
“Un esercizio senza gioia né umorismo di fantasia di vendetta che scambia l'oscurità per gravità e la violenza per profondità. Il film è un'ombra dell'originale in ogni modo.”
Robert K. Elder
Chicago Tribune
Director
Bharat Nalluri
Writers
Chip Johannessen, James O'Barr
Composer
Marco Beltrami
Cinematographer
Carolyn Chen
Producers
Edward R. Pressman, Jeff Most
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