“La rinascita di The Gong Show è volutamente terribile in tutti i modi giusti, una celebrazione del cattivo gusto e dell'entusiasmo amatoriale che non dimentica mai di essere divertente.”
Daniel Fienberg
The Hollywood Reporter

Nell'estate del 2017, ABC ha resuscitato uno dei concetti più deliziosamente caotici della televisione: un talent show in cui i giudici possono letteralmente suonare un gong per fermare un'esibizione a metà dell'atto. Il revival di The Gong Show, condotto da Mike Myers con pesanti protesi trucco nei panni del veterano fittizio dello spettacolo britannico Tommy Maitland, ha abbracciato l'estetica kitsch e a basso costo della serie originale degli anni '70. Il risultato è stato una serie di 17 episodi in due stagioni che celebrava l'amatorialità, la stranezza e la gioia di esibirsi senza pretenziosità.
La premessa dello show è semplice: artisti amatoriali di ogni tipo, cantanti, ballerini, giocolieri, comici, maghi e persone che fanno cose che sfidano ogni categorizzazione, salgono sul palco davanti a tre giudici celebrità. In qualsiasi momento, un giudice può colpire un grande gong, interrompendo l'atto prematuramente. A differenza di talent show più seri, The Gong Show non finge di essere una ricerca legittima di talento stellare. È una celebrazione del bizzarro, del deliberatamente terribile e del genuinamente strano. La giuria a rotazione, che includeva tra gli altri Will Arnett, Sarah Silverman, Ken Jeong, Jack Black e Allison Janney, si è abbandonata all'assurdità, spesso gongando atti di talento per effetto comico o lasciando continuare quelli terribili perché erano divertenti.
Prodotto da Sony Pictures Television e Den of Thieves, lo show è stato girato alla CBS Television City di Los Angeles, lo stesso studio dove è stata prodotta la serie originale. Myers ha sviluppato il personaggio di Tommy Maitland come tributo ai presentatori di varietà britannici della vecchia scuola, e l'umorismo impassibile e le maniere eccentriche del personaggio sono diventati l'ancora dello show. Il revival è stato sviluppato dopo che Myers ha proposto il concept ai dirigenti ABC, che inizialmente erano titubanti ma hanno dato il via libera dopo aver visto il suo impegno nel personaggio. Nonostante gli ascolti modesti, con una media di 3-4 milioni di spettatori nella prima stagione, lo show ha sviluppato un seguito di culto tra i fan dell'originale e gli appassionati di commedia che apprezzavano il suo rifiuto di prendersi sul serio.
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Ogni episodio di The Gong Show segue una struttura coerente: tre giudici celebrità siedono dietro una scrivania, valutando una sfilza di atti amatoriali. I giudici hanno il potere di colpire un grande gong in qualsiasi momento, interrompendo un'esibizione prematuramente. Lo show celebra sia il talento genuino che l'assurdità intenzionale, con alcuni atti che sono artisti seri e altri chiaramente comici o deliberatamente orribili. Il pubblico a casa vota tramite social media o app per determinare quali atti avanzano. Alla fine di ogni episodio, l'atto vincitore riceve un premio in denaro di $20.000.
Il conflitto centrale non è tra i concorrenti, ma piuttosto la tensione tra l'impulso dei giudici di gongare gli atti brutti e il desiderio del pubblico di vedere le esibizioni strane svolgersi. Lo show si abbandona pesantemente alla propria ridicolaggine, con i giudici che spesso gongano atti che sono effettivamente talentuosi semplicemente per effetto comico, o lasciano continuare atti terribili perché sono divertenti. A differenza di talent show più seri, The Gong Show non finge di essere una ricerca legittima di talento stellare: è una celebrazione della stranezza, dell'amatorialità e della gioia di esibirsi senza pretenziosità.
I personaggi principali includono Tommy Maitland (Mike Myers), il presentatore eccentrico che interagisce con concorrenti e giudici con umorismo imprevedibile. I giudici ruotano ogni episodio, ma i panelisti ricorrenti includono attori, comici e musicisti come Will Arnett, Sarah Silverman, Ken Jeong, Anthony Anderson e altri. I concorrenti sono un cast rotante di veri artisti amatoriali, ognuno con il proprio atto unico e spesso bizzarro.
La Stagione 1 (2017) stabilisce il formato e introduce gli spettatori al tono del revival. La stagione presenta 10 episodi trasmessi il giovedì sera in estate, con un mix di atti musicali, numeri comici e performance genuinamente strane. La Stagione 2 (2018) continua con 7 episodi, perfezionando leggermente il formato ma mantenendo la stessa energia caotica. Lo show non ha un arco narrativo complessivo; ogni episodio è autoconclusivo, con gli unici elementi ricorrenti che sono il presentatore, la giuria e il formato generale della competizione.
La struttura a grandi linee di ogni stagione è semplice: gli episodi presentano 6-8 atti all'ora, con il pubblico che vota per i propri preferiti. La stagione culmina in una finale in cui i migliori (o più memorabili) atti della stagione competono per un premio più grande. Il fascino dello show non risiede nelle poste drammatiche dell'eliminazione, ma nella pura imprevedibilità di ciò che accadrà dopo.
The Gong Show – Official Trailer
Consenso Critico
Il revival di The Gong Show cattura con successo lo spirito caotico e a basso costo dell'originale, con il personaggio di Tommy Maitland di Mike Myers che fornisce un'energia comica assurda. Sebbene irregolare e occasionalmente irritante, la disponibilità dello show ad abbracciare la genuina stranezza e il fascino amatoriale lo rende un divertente diversivo estivo che non pretende di essere niente di più che una sciocca allegria.
“La rinascita di The Gong Show è volutamente terribile in tutti i modi giusti, una celebrazione del cattivo gusto e dell'entusiasmo amatoriale che non dimentica mai di essere divertente.”
Daniel Fienberg
The Hollywood Reporter
“Mike Myers nei panni di Tommy Maitland è una creazione meravigliosamente strana, un presentatore che sembra essere uscito da una capsula del tempo degli anni '70 e rifiuta di andarsene.”
Brian Lowry
Variety
“Lo show è un caos gioioso, un tuffo nel passato quando la televisione non aveva paura di essere stupida nel modo più divertente possibile.”
Tim Goodman
The Hollywood Reporter
“The Gong Show è meno una competizione che una celebrazione del bizzarro, e in questo riesce ammirevolmente, anche se le risate sono discontinue.”
Neil Genzlinger
The New York Times
“The Gong Show è un gradito antidoto alle talent competition patinate e sovraprodotte che dominano la televisione, anche se non sempre centra le battute.”
Joshua Alston
The A.V. Club
Producers
Jesse Ignjatovic, Will Arnett, Peter Principato, Conrad Green, Marc Forman
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