“DeMonaco crea un'atmosfera efficacemente claustrofobica, ma la sceneggiatura non si impegna mai completamente con le sue implicazioni più inquietanti, lasciando il pubblico con più domande che risposte.”
Jeannette Catsoulis
The New York Times

James DeMonaco, il creatore del franchise di The Purge, rivolge la sua attenzione a un diverso tipo di istituzione in questo horror-thriller. Il film segue Max, un giovane tormentato interpretato da Pete Davidson, che accetta un lavoro come custode notturno in una misteriosa casa di riposo. La struttura, gestita dall'enigmatico Lou (John Glover), ospita un piccolo gruppo di residenti peculiari e uno staff che sembra sapere più di quanto lasci intendere. A Max è severamente vietato entrare al quarto piano, un'area chiusa a chiave che diventa il punto focale della sua crescente ossessione.
Girato in soli 22 giorni con un budget di 5 milioni di dollari, il film utilizza un ospedale dismesso a Kingston, New York, come set principale. DeMonaco, lavorando da una sceneggiatura che ha co-scritto con Adam Cantor, mira a un'atmosfera claustrofobica che richiama i suoi lavori precedenti, esplorando temi di trauma, memoria e sfruttamento. Il risultato è un mistero teso e lento che si basa più sul terrore psicologico che sui jumpscare.
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Max, un ex bambino affidato con una storia di tentativi di suicidio, viene assunto come custode notturno a The Home, una casa di riposo gestita dal severo Lou. I residenti includono Doc Sabian, un ex medico dalla lingua tagliente; Sadie, una donna gentile ma spaventata; Norma, una residente silenziosa che osserva tutto; e un uomo misterioso tenuto sedato in una stanza chiusa a chiave, che lo staff chiama l'Uomo Urlante. A Max vengono assegnati compiti di base e viene avvertito di non andare mai al quarto piano, che rimane chiuso e off-limits.
Durante i suoi primi turni notturni, Max nota strani avvenimenti: porte che si aprono cigolando da sole, residenti che scompaiono senza spiegazione e luci tremolanti che sembrano condurlo verso il piano proibito. Stringe un legame provvisorio con Ellie, un'assistente sociale che indaga sulla struttura per potenziali abusi. Ellie condivide le sue preoccupazioni che i residenti vengano maltrattati, ma Lou respinge le sue indagini come intromissioni.
Max inizia a sperimentare allucinazioni inquietanti e flashback della sua infanzia, anche se non riesce a capire perché il posto gli sembri familiare. Scopre cartelle cliniche nascoste nel seminterrato, che suggeriscono che i residenti siano sottoposti a trattamenti sperimentali. Quando Sadie cerca di avvertirlo di qualcosa che ha visto al quarto piano, improvvisamente scompare il giorno dopo. Lou afferma che è stata trasferita in un'altra struttura, ma Max non gli crede.
Lo staff, in particolare Juno e Les, diventa sempre più ostile man mano che Max fa più domande. Les, il più nervoso del gruppo, accenna al fatto che la struttura ha una storia oscura che coinvolge ex bambini affidati. I ricordi di Max rimangono frammentati, ma inizia a sospettare di essere stato un residente di The Home da bambino. L'Uomo Urlante, nella cui stanza Max si introduce di nascosto, sembra riconoscerlo e cerca di comunicare, ma le sue parole sono confuse e incoerenti.
A Ellie viene negato ulteriore accesso alla struttura, e Max capisce di essere solo. Decide di irrompere al quarto piano, convinto che le risposte sul suo passato e sul destino dei residenti si trovino dietro la porta chiusa. Il film si costruisce verso questo momento, con Max che raccoglie strumenti e si prepara a un confronto con Lou, mentre il suo stato mentale peggiora ulteriormente.
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Consenso Critico
The Home offre un'atmosfera genuinamente inquietante e una performance impegnata di Pete Davidson, ma la sua trama derivativa e il ritmo irregolare gli impediscono di raggiungere le vette dei migliori lavori di DeMonaco. Un'aggiunta solida ma insignificante al sottogenere horror delle case di riposo.
“DeMonaco crea un'atmosfera efficacemente claustrofobica, ma la sceneggiatura non si impegna mai completamente con le sue implicazioni più inquietanti, lasciando il pubblico con più domande che risposte.”
Jeannette Catsoulis
The New York Times
“Pete Davidson dimostra di avere autentiche doti drammatiche in un ruolo che richiede vulnerabilità e rabbia, ma l'affidamento del film a stanchi cliché horror mina i suoi temi più ambiziosi.”
Owen Gleiberman
Variety
“John Glover offre una masterclass in minaccia silenziosa come gestore della struttura, elevando materiale che altrimenti potrebbe sembrare un clone minore di The Purge.”
David Rooney
The Hollywood Reporter
“The Home ha momenti di genuino terrore, ma la sua struttura a scatola misteriosa diventa frustrante poiché il film privilegia l'atmosfera rispetto a una narrazione coerente.”
Brian Tallerico
RogerEbert.com
“Un horror deludentemente generico che spreca un cast talentuoso su una premessa che sembra una prima bozza, priva del commento sociale che rendeva i lavori precedenti di DeMonaco così avvincenti.”
Benjamin Lee
The Guardian
Director
James DeMonaco
Writers
James DeMonaco, Adam Cantor
Composer
Nathan Whitehead
Cinematographer
Anastas N. Michos
Producers
Sébastien K. Lemercier, Bill Block
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