“Il più grande pregio del film è la sua moderazione; non si abbassa mai a spaventi a buon mercato o sangue gratuito, preferendo lasciare che il vasto e vuoto oceano faccia il suo terrificante lavoro.”
Jeannette Catsoulis
The New York Times
Parte di una Collezione
The Reef Collection
Il The Reef di Andrew Traucki è un thriller di sopravvivenza essenziale che riduce il genere degli attacchi di squalo all'osso. Cinque amici partono per una vacanza in barca a vela al largo della costa del Queensland, ma quando la loro barca si capovolge, si ritrovano in mare aperto con uno squalo bianco che gira intorno. Girato con riprese di squali reali ed effetti pratici, il film scambia lo spettacolo in CGI per un realismo agghiacciante. È stato presentato in anteprima a Cannes nel 2010 prima di uscire nei cinema australiani quel settembre.
Il cast include Damian Walshe-Howling nei panni di Luke, il leader de facto del gruppo, Zoe Naylor come la sua fidanzata Kate, e Adrienne Pickering come Suzie. Gyton Grantley interpreta Matt, la cui rivalità con Luke aggiunge tensione, mentre Kieran Darcy-Smith completa il gruppo come il silenzioso Warren. Traucki, che in precedenza ha diretto l'horror sui coccodrilli Black Water, usa il vasto e indifferente oceano come suo principale antagonista.
Con un budget di circa 4 milioni di dollari AUD, la produzione ha fatto affidamento sull'ingegno. Il direttore della fotografia subacquea Daniel Ardilley ha passato settimane a filmare i grandi bianchi al largo dell'Australia Meridionale, e gli attori non hanno mai condiviso l'acqua con squali reali; i subacquei di sicurezza e i domatori li hanno tenuti protetti. Il risultato è un film che sembra scomodamente reale, guadagnandosi un seguito di culto tra i fan dell'horror con i piedi per terra.
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Cinque amici, Luke, Kate, Suzie, Matt e Warren, salpano dalla costa australiana per una vacanza sulla Grande Barriera Corallina. La loro barca, un robusto catamarano, scivola attraverso acque calme mentre si godono il sole e la reciproca compagnia. Ma sotto la superficie, vecchie tensioni ribollono. Luke e Matt hanno una storia di rivalità, e l'energia nervosa di Suzie contrasta con la calma determinazione di Kate.
Il disastro colpisce quando la barca colpisce un oggetto sommerso, squarciando lo scafo. L'acqua entra più velocemente di quanto riescano a svuotarla, e in pochi minuti l'imbarcazione si capovolge, lasciandoli aggrappati allo scafo rovesciato. Sono a miglia di distanza dalla terraferma, senza radio funzionante e con solo poche provviste. Mentre discutono sulla prossima mossa, una forma scura appare sotto l'acqua, un enorme squalo bianco.
Il gruppo si trova di fronte a una scelta impossibile: restare con il relitto instabile, sperando in un soccorso che forse non arriverà mai, o nuotare verso una lontana barriera corallina che vedono all'orizzonte. La barriera offre terraferma, ma la nuotata è un percorso disseminato di pericoli attraverso acque infestate da squali. Luke sostiene la nuotata, credendo che sia la loro unica possibilità. Matt insiste per restare, accusando Luke di spavalderia sconsiderata. Gli altri sono presi in mezzo.
Decidono di nuotare. Il viaggio diventa una prova straziante di resistenza mentre lo squalo li elimina uno per uno. Ogni attacco è improvviso, violento e girato con un realismo brutale, niente eroismi al rallentatore, solo il caos di sangue e arti che si dibattono. I sopravvissuti vanno avanti, i loro corpi diventano insensibili, le loro menti si disgregano per paura e stanchezza. La barriera rimane fastidiosamente lontana, un miraggio che sembra non avvicinarsi mai.
Mentre il gruppo si riduce, i conflitti interpersonali si acuiscono. La leadership di Luke viene messa in discussione, il dolore di Kate minaccia di sopraffarla, e la spavalderia di Matt si sgretola in disperazione. Il film si sofferma sul tributo psicologico: l'attesa infinita, il suono dell'acqua che lambisce, la consapevolezza che qualsiasi momento potrebbe essere l'ultimo. È una storia non solo di sopravvivenza, ma di come le persone si frantumano sotto pressione estrema.
Official Trailer
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Consenso Critico
Un thriller di sopravvivenza teso e realistico che utilizza efficacemente il suo basso budget per creare tensione genuina, anche se il suo ritmo lento e lo sviluppo superficiale dei personaggi potrebbero lasciare alcuni spettatori insoddisfatti. Offre una versione piacevolmente concreta del genere horror degli squali.
“Il più grande pregio del film è la sua moderazione; non si abbassa mai a spaventi a buon mercato o sangue gratuito, preferendo lasciare che il vasto e vuoto oceano faccia il suo terrificante lavoro.”
Jeannette Catsoulis
The New York Times
“Un thriller di sopravvivenza essenziale che genera notevole suspense dalla sua semplice premessa di umani contro natura, anche se le caratterizzazioni superficiali limitano l'investimento emotivo.”
Dennis Harvey
Variety
“Anche se non reinventa il genere degli attacchi di squalo, The Reef offre ciò che promette con un approccio senza fronzoli che enfatizza la tensione sullo spettacolo.”
Frank Scheck
The Hollywood Reporter
“Un esercizio di horror di sopravvivenza scarno e che mette i nervi a dura prova, che ti fa sentire ogni bracciata e ogni brivido dell'acqua.”
Tim Robey
The Daily Telegraph
Director
Andrew Traucki
Writers
Andrew Traucki, Stephen Davis
Composer
Rafael May
Cinematographer
Daniel Ardilley
Producers
Michael Robertson, Andrew Traucki
ASPA Awards (2011)
Miglior Film: Nominated
Sitges Film Festival (2011)
Selezione Ufficiale: Nominated
FrightFest (2011)
Selezione Ufficiale: Nominated
Screamfest (2011)
Selezione Ufficiale: Nominated
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